I giorni di visual graphic torinesi
Ho
scoperto questo colorato e interessantissimo evento grazie ai corsi
universitari che sto frequentando per la mia laurea magistrale. Come dico
sempre, essere curiosi e predisposti a imparare cose nuove, aiuta ad avere una
visione più ampia di ciò che ci circonda e a scoprire realtà che magari ci
sfuggono perché fuori dal nostro quotidiano.
Lo conoscevate? Ve ne parlo un po’
Il
Torino Graphic Days, nato nel 2016, è
giunto alla terza edizione. È un festival di grafica e comunicazione visiva che
ha portato tantissimi artisti ad avvicinarsi ai non addetti ai lavori, grazie a
un calendario ricco di eventi, conferenze,
mostre e workshop, nelle date tra l’11 e il 14 ottobre.
È stato preceduto dall’11 settembre
fino al 9 ottobre, da una serie di eventi minori, non di secondaria importanza,
che hanno lasciato in città delle ‘scie’ di pallini gialli, tramite espositori
e stickers disseminati in varie località, per l’evento ‘In The City’.
Con
questo tema si è proposto a piccole/medie imprese del territorio cittadino di
aprire i propri studi, che andavano da tipografi a stampatori, da illustratori
ad artigiani, per comunicare la qualità torinese e far conoscere il processo
creativo legato a grafica e design.
“In the City”
Calendario
e piantina di Torino alla mano, con la mia compagna di studi Daniela, siamo
andate alla scoperta di locali come @Illo, il progetto ‘Not Safe for Woman’,
nato per creare delle riflessioni sulla quotidianità delle donne e sul
loro essere inadeguate (secondo uno sguardo esterno) o inappropriate in alcuni
ambienti. Tali situazioni sono state fotografate o illustrate da diversi
artisti sulle linee guida dell’iniziativa internazionale promossa da Jessica
Walsh per il “Ledies, Wines & Design”.
Molto
interessante è stato l’evento realizzato presso la Camera Pop (Centro Italiano per la Fotografia – ancora in corso e
consigliatissimo) per il percorso della trasformazione negli anni, di
documenti, fotografie e opere d’arte, tramite il fenomeno mondiale della Pop
Art.
Vari
sono stati i campi investiti dall’arte: dal Vino, dove l’artista Nerodiseppia ha utilizzato
sottobicchieri e cartoline per creare una serata con atmosfere coinvolgenti,
passando per la ‘storia delle case’,
grandi e piccole, invisibili agli occhi di molti cittadini che non guardano con
occhio artistico la città che abitano. Interessanti sono stati gli incontri con
cartonisti della Scuola
internazionale di Coomics che ci hanno svelato i trucchi del mestiere tramite
piccoli e gratuiti workshop, fino ai
laboratori nel Quadrilatero Romano
dove alcuni architetti hanno spiegato come catturare la luce della città,
attraverso dei geniali flash mob.
Insomma,
direi proprio che i vari appuntamenti ci hanno portato a un crescendo di
emozioni, fino al culmine degli eventi presso la sede ufficiale del Festival.
La location
Uno
spazio ricavato da una ex fonderia posta tra vari capannoni fatiscenti, a
ridosso del cavalcavia di Corso Dante, è stata ampiamente rimodernata, creando
quella che viene denominata area Toolbox Coworking, inaugurata nel 2015 e resa
ancora più accogliente dalla recente piastrellatura di elementi in legno.
Ospita, durante l’anno, attività diverse legate a professionisti o freelance
che si occupano di startup o aziende sperimentali. Devo dire che mi è piaciuta
tantissimo la dislocazione degli spazi e l’uso che ne hanno fatto, rendendo l’ambiente
gradevole e accogliente.
Let’s start!
L’esperienza
è iniziata giovedì 11 ottobre alle ore 18.30 con l’opening party, un evento
unico in cui le performance live di dj e musica sperimentale, hanno incontrato
performance artistiche di illustratori, ospiti del festival.
A
ciò sono seguiti 30 percorsi espositivi sul tema dell’inclusione, proposti dal
punto di vista storico, politico e sociale. Molti progetti sono stati curati da
rinomate università come quella di Losanna ed è stato presentato un focus sulla
comunicazione visiva polacca e una particolarmente toccante, curata da Anna
Steiner, dedicata ad Albe e Lica Steiner. Molti contributi sono stati concessi
dalla casa Editrice Einaudi e una delle novità è stata la sperimentazione di
diverse tecniche di produzione grafica messe a disposizione dei visitatori.
Workshop e conferenze
La
scena internazionale ha coinvolto la realtà locale, con tutor e professionisti
del settore come lo studio olandese Dumbar, lo spagnolo
Mucho, e Onlab, con sede in Germania e in Svizzera. Inoltre la BenQ, partner dell’iniziativa, ha
coinvolto due grandi nomi come Martin Benes e Massimo Nava.
Per
le conferenze hanno creato molto attesa i nomi del visual designer albanese
Vasjen Katro, diventato un influencer Instagram con il suo progetto di poster
Baugasm. L’illustratore spagnolo Magoz che vanta collaborazioni interessanti
con il NY Time, il nostrano Riccardo Catagnano, personaggio discusso delle
controverse campagne Buondì-Motta e Ginette Caron, celebre design
internazionale le cui opere sono presenti nella vita di tutti i giorni di
ognuno di noi.
Ospite
speciale Sascha Lobe, nuovo collaboratore di Pentagram London, che ha
presentato un talk sponsorizzato dal Goethe Institut di Torino.
Non dimentichiamo chi lavora dietro le
quinte!
Non
si può organizzare una manifestazione simile senza l’aiuto di quelli ‘dietro le
quinte’, ossia un esercito di allestitori, tecnici, scenografi, volontari,
nonché agenzie di addetti alla comunicazione come Quattrolinee e lo studio MG2
Architetture che hanno seguito direzione artistica e allestimento mostra.
Molti sono stati i giovani del Politecnico
e dell’Università di Torino, dello IED
e IAAD che si sono proposti come guide, consulenti nonché aiuto a tutti i
visitatori.
Ho
intervistato Chiristian, produttore di uno strumento particolare come ‘il
trapano inchiostrante’ che, insieme a Matteo, studente universitario, ci hanno
illustrato gli usi in vari ambienti come il merchandising e l’editoria.
Andiamo a casa a mani vuote? Ma certo
che no!
Per
quanto i tanti eventi ci hanno arricchito vista e anima, non tralasciamo la
parte shopping dell’evento, gestita dalla Mostra mercato.
Sono
state presenti realtà artigianali di grafica e design che hanno messo in campo
la formazione nel trattamento della carta, degli inchiostri e chine, facendone
opere utili e altamente fashion, come diari, agende, magliette, adesivi e
caricature.
Naturalmente
erano prodotti ben fatti che sono andati a ruba nel giro di poco tempo, ma sono
riuscita ad accaparrarmi una shopper bag di un certo rispetto, diversi gadget e qualche agendina molto colorata e incredibilmente creativa. Che ne dite?
E dopo questa esperienza, spero di potervi riproporre al più presto una nuova e interessante panoramica sul mondo visual.
Naturalmente vi invito a seguire il sito dell'evento, sperando di vedervi il prossimo anno per scambiarci pareri e opinioni.
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