Lettori fissi

giovedì 7 luglio 2011

L'oggetto del desiderio: la borsa!

Oggetto di culto e desiderio femminile, indispensabile, inseparabile, insostituibile …
Ognuna di noi ha la sua forma preferita, il colore, la tracolla, le tasche …. Davanti ad una vetrina di borse, siamo tutte in estasi che sfiora l’idolatria. Purtroppo, quasi sempre, ci lasciamo tentare dall’estetica o dalla dimensione, senza testarne l’effettiva utilità!
Ne sono ben consapevole, visto che sono una maniaca delle borse, anche non griffate, ma tutte rigorosamente multitasche, colorate, con fogge un po’ artistiche, profondissime … Insomma, roba da far impallidire Mary Poppins.
Questa mia passione mi ha messo più di una volta in situazioni assurde, come, ad esempio, quando sei in ritardo tremendo e ti accorgi di aver dimenticato qualcosa a casa … tutto un correre, cercare le chiavi che, chissà perché, sono state fagocitate da una delle tante tasche, che non sapevi di avere!
Oppure quando trovi le chiavi al primo colpo, ma … non sono quelle giuste! E cominci a chiederti se fare interpellanza a San Pietro, visto che hai più mazzi di chiavi tu che lui, contando quelle di casa, dell’auto, del lavoro, dei cassetti, del box, dell’armadietto, della cassettiera … basta, ma sono diventata custode di chiavi e non lo sapevo?
E questa?? Si è teletrasportata da altre borse, perché non aveva più spazio?
Onde evitare di perdere ancora le cose, in coda al supermercato, mi sono preparata in tasca il bancomat, la tessera raccolta punti e la solita lista che non ho seguito.
La coda come al solito è chilometrica, ma per una volta non ho fretta. Dopo aver sistemato tutta la mia roba sul rullo scorrevole della cassa, passo alla commessa la tesserina e comincio ad imbustare i miei acquisti.
Con un sorriso di scusa, la commessa mi avverte che il bancomat non funziona e seppur con qualche mugugno, mi metto alla ricerca del portafogli.
Lo sapevo … comincio a borbottare tra i denti, mentre un rivolo di sudore comincia a percorrermi la schiena … Dove diavolo è finito?? L’ho preso un attimo fa, ho tirato fuori la tessera e il bancomat .. Si è aperto un buco nero da qualche parte e non me ne sono accorta?
Dopo un’ennesima ricerca infruttuosa, mentre alle mie spalle sale il borbottio maschile, svuoto la borsa sulla cassa, sperando che l’oggetto di desiderio appaia …
Macché, è uscito di tutto, tranne il portafogli: agende a quintali, penne di tutti i colori, tre portamonete che non so neanche di chi sono, fazzoletti, trucchi, profumi, medicine, chiavi, libri, appunti, appuntamenti, opuscoli, elastici, pinze, documenti che non trovo da mesi … oddio, tra un po’ arriva anche qualche vasetto di omogeneizzato vecchio di anni e nastro adesivo strappato chissà dove ….
Divento di colori assurdi, mentre la cassiera mi guarda con un sorriso forzato: la coda si sta allungando!!
“Sicura che il bancomat non funzioni?” chiedo tra i denti, mentre continuo a scavare in questa raccolta indifferenziata, sperando nel miracolo!
Scuote la testa con un sorriso e mi aiuta a guardare … eccolo, il bastardo, era nella tasca interna! E già, io cercavo quello nero, dimenticandomi che l’ho appena cambiato con quello nuovo, in tinta con la nuova borsa.
Con un sospiro di sollievo pago in contanti, prendo lo scontrino e mentre sto per raccogliere le mie borse, una voce alle spalle, mi chiede:
“Non è che può cambiarmi una banconota da 10 euro in due da 5, visto che c’è?”
Il terrore mi attanaglia e mentre fisso la signora con acconciatura cotonata che mi guarda speranzosa, e con una vocina piccola piccola, rispondo angosciata:
“Perché mi vuole così male, da costringermi a ritrovare il portafogli in questo universo sconosciuto??”
Mi sorride e mi mette una mano sul braccio, mentre mi fa l’occhietto e continua a imbustare la sua roba.
Uff, meno male che almeno qualcuna mi capisce ….

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